Attività Emozioni Arte - Statuto - Emozionearte

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Attività Emozioni Arte - Statuto

Attività Emozioni Arte
 
Associazione con attività di arte-terapia e del linguaggio non verbale in contesti di recitazione,
eventi teatrali, laboratori, formazione e consulenza per singoli e di gruppo.
  

Dati generali ____________________________________________________________________________

L’associazione di promozione sociale “aea” (Attività, Emozione, Arte)
c.f. 91058770867 è stata costituita giorno 11 Gennaio 2017 dal
- Dott. Filippo Borrello in qualità di Presidente
- Dott.ssa Vanessa Mancuso in qualità di Vice-Presidente
- Sede legale: via Leonardo Da Vinci n°7, Enna – 94100
Contatti
- Cell: 329-8597686
- E-mail: associazione.aea@gmail.com

Chi siamo ______________________________________________________________________________

L’Associazione “aea” si ispira a principi di solidarietà, ecologia e non violenza e opera per perseguire il progresso sociale. Tra le sue finalità troviamo la partecipazione attiva alla promozione e allo sviluppo dell’associazionismo, valorizzare e promuovere le pari opportunità e l’inclusione sociale dei soggetti svantaggiati, attenuare le differenze sociali dovute a genere, nazionalità o condizioni sociali svantaggiate. Promuovere e perseguire il fine della promozione umana, civile e culturale per il benessere fisico e psicologico degli individui in ogni forma e contesto sociale.

Finalità:
Una delle finalità dell’associazione “aea” è quella di promuovere diverse tipologie di attività: culturali, artistiche, teatrali, turistiche e ricreative; nonché indagini, ricerche e servizi contribuendo così alla crescita culturale e civile dei soci e dei terzi, nel territorio e nel tessuto sociale. Promuovere ogni tipo di attività culturale, teatrale, ricreativa, sociale tendente alla valorizzazione della cultura e della civiltà nazionale ed europea, nel pieno rispetto della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Promuovere movimenti, comitati e gruppi mirati a realizzare gli scopi in ambiti volta per volta determinati.
Importante è anche per noi creare uno spazio dedicato alla discussione ed agli interventi relativi alla comunicazione ed all’integrazione interculturale. Questo anche al fine di poter sviluppare possibili collaborazioni e scambi di progetti provenienti da diversi contesti multi culturali, multi etnici e multi religiosi. Promuovere attività di formazione, corsi di aggiornamento, corsi di perfezionamento, istituzione di gruppi di studio e di ricerca, laboratori formativi, corsi ed attività inerenti la comunicazione non verbale, organizzazione di seminari e mostre.
Un'altra finalità ad essa associata riguarda la possibilità di organizzare anche incontri, convegni, dibattiti o anche stampare e distribuire e/o porre in vendita libri/pubblicazioni, attività editoriale, gestione siti web, produrre/proiettare filmati e/o registrazioni ed ogni altro tipo di riproduzione visiva o sonora. Stipulare accordi e convenzioni con istituzioni scientifiche ed enti, collaborare con le pubbliche amministrazioni ed espletare gli incarichi da esse affidati.
L’associazione “aea” opera anche per la costruzione di stabili rapporti fra l’associazionismo Italiano e quello di altri paesi, nonché nel favorire la mobilità internazionale e l’integrazione culturale, e in tutti i campi in cui si manifestano esperienze culturali, ricreative, formative e di diffusione dell’informazione e della comunicazione.

Ambiti di intervento_______________________________________________________________________
   
Il teatro
Il teatro è inteso come mezzo di comunicazione, espressione, vivere, esprimere e contenere le proprie emozioni; incrementare la socializzazione e l’integrazione; incentivare l’autonomia, l’espressione e la creatività individuale. Il teatro viene anche inteso come mezzo di comunicazione per le espressioni delle emozioni e la messa in gioco delle stesse; come strumento atto a rafforzare positivamente le qualità creative delle persone. Molte attività creative e artistiche consentono di sperimentare aspetti di sé stessi altrimenti difficilmente conoscibili, esprimibili e vivibili. Una delle cosiddette forme di arte-terapia applicabile in contesti anche molto semplici a tutte le età è la “teatro-terapia” che utilizza le potenzialità del gioco delle parti per sostenere interventi di prevenzione e del benessere, di educazione, di integrazione e di cambiamento. Le possibilità offerte dalla creazione e dall’interpretazione di ruoli, competentemente combinate alle conoscenze e competenze delle scienze psicologiche, consentono di creare percorsi di riabilitazione e programmi in grado di consentire e sostenere la cura della mente. In tal modo, attraverso la messa in scena di parti profonde dell’identità individuale, la teatro-terapia consente di maturare le competenze relazionali, di sviluppare le proprie risorse interiori e di accedere a risorse fondamentali per la propria salute e per il proprio equilibrio interiore, aprendo nuove vie ad esperienze di trasformazione e di guarigione. Uno degli obiettivi principali interessa come comprendere meglio chi si è e cosa si desidera essere una volta liberi da vincoli sociali. La condizione fondamentale perché qualsiasi obiettivo della teatro-terapia possa essere raggiunto è che venga creato un clima di gruppo in cui si favorisce la libertà di espressione di sé, la rinuncia al giudizio verbale e non verbale, in modo che possa essere intrecciata un’autentica comunicazione interiore e una possibilità di relazionarsi con gli altri partecipanti. La partecipazione ad un gruppo di teatro-terapia può essere efficacemente sperimentata anche da parte di chi non ha mai fatto esperienze teatrali di alcun tipo, dal momento che l’accento non è centrato sulle tecniche ma sulla possibilità di comunicare e di esprimersi creativamente attraverso i linguaggi teatrali.
Un altro obiettivo importante riguarda sostenere la crescita personale, la conoscenza e il potenziamento di parti di sé e della propria personalità. In questo senso questo metodo consente di perfezionare la propria comunicazione a tutti i livelli superando tensioni mimiche-espressive, posturali e blocchi emotivi di vario genere, allenando anche il non verbale e il para-verbale, pertanto è particolarmente consigliata per chi ha problemi di timidezza, difficoltà relazionali, disagio nell’esprimere il proprio parere, nell’affrontare esami o parlare in pubblico. In fine, con tale attività si vuole anche sostenere lo sviluppo della creatività, di abilità di memorizzazione e di possibilità di scaricare lo stress; il teatro con tale finalità è spesso adottato anche in attività rivolte a contesti aziendali e scolastici.
Detto ciò si può comprendere come l’interpretazione di ruolo in scena può consentire di esprimere delle parti di sé non quotidiane che ci si rifiuta di conoscere in prima persona, ma che possono essere vissute attraverso la dimensione sicura del personaggio che consente di sospendere temporaneamente le conseguenze delle proprie azioni pur consentendo di ascoltare i vissuti che il “rappresentare” può generare. Il teatro diviene, in tal modo, un gioco di ruoli, di espressioni delle emozioni e di sensazioni che, attraverso l’interpretazione di storie reali o fittizie, consente di esplorarsi attraverso tutti i canali verbali e non verbali. In questo senso il teatro assolve alla funzione terapeutica che nasce dal consentire la piena espressione e realizzazione di sé stessi, superando pregiudizi e stereotipi, accogliendo dolcemente le parti immature della propria storia o di se stessi che possono essere rimesse in scena nella finzione e re-incastrate nel proprio mondo interno. Dopo aver creato un luogo protetto di rappresentazione delle parti più intime di sé una persona può scoprire e ristrutturare la propria personalità attraverso il personaggio, lasciando cadere le maschere e accedendo alla propria vera identità, guidando una maturazione attraverso il gioco della finzione teatrale.
Comunicazione non verbale
«L’emozione non è un’appendice, un apparato residuale che non serve e che dovremmo asportare: le emozioni sono il cuore della nostra vita, e la rendono vivibile(Ekman, 2008)[1].
Il ruolo delle espressioni delle emozioni è ritenuto da sempre un tema molto importante all’interno delle diverse realtà sociali. La conoscenza del linguaggio non verbale, inerente alle espressioni facciali e al corpo, permette di comprendere in maniera più completa le espressioni delle emozioni positive e negative e come riconoscerle su di sé e negli altri e di comprendere gli effetti che hanno al fine di migliorare la comunicazione umana. La psicologia, affrontando il tema delle emozioni, specifica infatti che quelle negative restringono il nostro campo di pensiero e azione, mentre le emozioni positive hanno un effetto complementare, cioè ampliano il nostro repertorio di pensiero e azione; la gioia, ad esempio, si traduce nell’urgenza di giocare, l’interesse spinge a esplorare, la contentezza ad assaporare, e l’amore mette in moto un ciclo ricorrente di ciascuna di queste urgenze. Le emozioni positive, dunque, espandono il nostro modo tipico di pensare e stare al mondo, spingendoci ad essere più creativi, curiosi e più in contatto con gli altri (Fredrickson, 1998; isen, 2002)[2]. Inoltre, lo sperimentare le emozioni positive è anche importante perché permettono di costruire le nostre risorse personali. Anche se sono di breve durata, esse esercitano su di noi effetti duraturi ampliando momentaneamente il nostro repertorio di pensiero e azione, promuovono formazioni di idee, azioni e legami sociali nuovi e creativi. Importante sottolineare che questi effetti spesso durano a lungo, anche quando l’iniziale emozione positiva è svanita. Così facendo, le emozioni positive, costruiscono il nostro deposito di risorse a cui attingere nei momenti di bisogno, che include risorse fisiche, intellettuali, psicologiche e sociali (Fredrickson, 2000, 2002)[3]. Essendo che la comunicazione non verbale può avere una forte influenza nella nostra vita quotidiana, una lettura adeguata potrebbe aiutare a raggiungere i propri scopi.
Tenendo conto che l'emozione è al centro dell'individuo ed è l'espressione della sua vita, saperle ascoltare, rispettarle, significa ascoltare e rispettare la sua persona[4]; un giusto riconoscimento mimico-espressivo potrebbe aiutare all’ascolto al rispetto di quelle proprie e altrui. In più la comunicazione umana risulta dall'interdipendenza di diversi sistemi comunicativi: i processi di interazione si fondano infatti sul funzionamento integrato e simultaneo degli elementi verbali, intenzionali, paralinguistici e cinesici prodotti dai soggetti che comunicano[5]. Tale lavoro, svolto all’interno dei laboratori mimico-espressivi, può far conoscere meglio questo funzionamento integrato degli elementi verbali e non; e in collegamento a uno studio effettuato da Paul Ekman e Bob Levenson, i quali hanno verificato che la semplice esecuzione di un’espressione produce mutamenti nel sistema nervoso autonomo provando l’emozione correlata, in modo particolare, in uno studio dedicato ai sorrisi, Richard Davidson e Paul Ekman scoprirono che fare un sorriso produce nel cervello molti dei cambiamenti che si verificano quando si prova piacere[6], si avvalora ancora di più l’ipotesi che tale “palestra mimica-espressiva” (specialmente attraverso l’uso degli specchi, video analisi, etc.) possa essere di aiuto a una corretta espressione dell’emozione, specialmente di quelle positive favorendone il benessere emotivo. Come già spiegato in precedenza, infatti, le emozioni positive amplifica il repertorio di pensiero e azione; la gioia si traduce nell’urgenza di giocare, l’interesse spinge a esplorare, la contentezza ad assaporare e l’amore mette in moto un ciclo ricorrente di ciascuna di queste urgenze. Le emozioni positive, dunque, espandono il nostro modo tipico di pensare e stare al mondo, spingendoci ad essere più creativi, curiosi e più in contatto con gli altri (Fredrickson, 1998; isen, 2002)[7]. Anche se di breve durata, esse esercitano su di noi effetti duraturi ampliando momentaneamente il nostro repertorio di pensiero e azione, promuovono formazioni di idee, azioni e legami sociali nuovi e creativi. Importante sottolineare che questi effetti spesso durano a lungo, anche quando l’iniziale emozione positiva è svanita. Così facendo, le emozioni positive, costruiscono il nostro deposito di risorse a cui attingere nei momenti di bisogno, che include risorse fisiche, intellettuali, psicologiche e sociali (Fredrickson, 2000, 2002)[8].
Le attività dunque fanno leva su tali fattori:
- il far conoscere meglio il funzionamento mimico-espressivo è di sostegno alla conoscenza ed integrazione dei diversi elementi comunicativi, verbali e non verbali, usati all’interno della comunicazione, compresi quelli posturali;
- essendo che una semplice esecuzione di un’espressione produce mutamenti nel sistema nervoso autonomo, provando l’emozione correlata, allora una corretta espressione dell’emozione, specialmente di quelle positive, ne potrebbe favorire il benessere espressivo-emotivo della persona che la esprime[9];
- il riconoscimento mimico-espressivo può aiutare all’ascolto al rispetto delle proprie emozioni e di quelle altrui.
Arte-terapia
Per arte-terapia s’intende un’attività di risorse che tutti possediamo, la capacità di elaborare il proprio vissuto e di trasmetterlo creativamente agli altri. È un processo educativo, laddove educare sta per “educere”, portare fuori: fa emergere la consapevolezza e una maggior conoscenza di sé mediante la pratica espressiva, l’osservazione e il confronto; in tal senso questa attività può rivelarsi un’esperienza straordinaria perché attiva meccanismi di apprendimento attraverso la modularità del gioco. Il lavoro creativo e la possibilità di canalizzate l’esperienza con il gioco offre la possibilità di costruire un ponte reale tra interno ed esterno, tra consapevole ed inconsapevole. Partendo dal presupposto che la creatività è un elemento importante per l’evoluzione dell’essere umano dovremmo considerare l’educazione espressivo-creativa come un momento di conoscenza e di esperienza attraverso cui la persona può spesso risolvere anche difficoltà sul piano cognitivo, emozionale e relazionale.
L’arte-terapia consiste in un insieme di tecniche che mirano a favorire il benessere della persona attraverso l’utilizzo di diversi materiali artistici; le attività sono dedicate alla produzione di disegni-dipinti tramite i materiali messi a disposizione (matite, pennarelli, tempere e immagini per collage). L’espressione è libera anche se talvolta vengono proposte delle immagini-stimolo solitamente collegate ai temi emersi negli incontri precedenti, in modo tale da favorire una continuità tra un incontro e l’altro. La musica costituisce un ulteriore elemento di agevolazione all’espressione. In queste prime fasi si rispettano i tempi di ciascuno ed è possibile, per chi lo desidera, lavorare in collaborazione con gli altri del gruppo. Di solito sono anche previsti incontri con i partecipanti dove gli stessi sono impegnati nella costruzione di una storia; ciascuno può ispirarsi al proprio disegno o a quello di un altro e dire ciò che quell’immagine gli suscita; in tutto al fine di trovare la giusta ispirazione per costruire un dialogo “metaforico” fra i membri del gruppo.
La finalità di questo lavoro è quella di avvicinare i ragazzi e adulti ai materiali artistici, aiutandoli a indagare le infinite possibilità espressive. Disegnare, pitturare e manipolare diventano attività nelle quali è necessario partire da un approccio ludico-artistico che aiuti a stimolare la creatività e ampliare la possibilità espressive di ciascuno. Le attività mirano perciò ad offrire uno spazio di sperimentazione in cui le scoperte del ragazzo vengano supportate perché si strutturino in competenze, uno spazio in cui imparare a “maneggiare una tecnica” per crescere incoraggiando dinamiche rivolte all’auto-riconoscimento e all’autosoddisfazione. La comunicazione, attraverso le immagini e l’arte in generale, si presta a essere compresa da tutti senza differenza di età, lingua e etnia in quanto la percezione, le emozioni e i sentimenti nati da esse sono universali. Per arte-terapia s’intende anche un’attivazione di risorse che tutti abbiamo, la capacità di elaborare il proprio vissuto e di trasmetterlo creativamente agli altri. In fine possiamo dire che alcuni degli obiettivi principali riguardano l’offrire la possibilità a ciascuno di usare i sensi per conoscere ed esplorare i diversi materiali, sviluppare la capacità di porre e porsi domande e cercare risposte, esplorare le proprie potenzialità espressive attraverso l’uso dei materiali, rielaborare in modo creativo gli stimoli ricevuti e favorire la collaborazione, il rispetto e la relazione tra i partecipanti.
I diversi materiali vengono proposti uno alla volta, l’approccio e l’utilizzo degli stessi è assolutamente libero e personale. Così, come sono strutturate le attività, non si richiede la creazione esclusiva di manufatti né si vuole insegnare rigide tecniche. Attraverso stimoli appropriati alle sue esigenze e alla sua età e condizione psicofisica la persona viene incoraggiata a dar forma ai propri lavori passando dall’esperienza ludica allo sforzo creativo vero e proprio. Importante sarà la creazione di un clima di scambio e ricerca che stimoli la naturale capacità di osservazione e riflessione di ciascuno, favorendo collaborazione e libertà espressiva.
Attività _________________________________________________________________________________
Gli interventi sono focalizzati per il proprio benessere, quello altrui e rispetto dell’altro, attraverso figure professionali come lo psicologo e professioni nel settore specifico di riferimento.
Il teatro
Mezzo terapeutico ed educativo di grande valore dove porsi come spettatori ed attori e inventori di ruoli e situazioni per esprimere attraverso l’attività fisica, verbale, espressiva, gestuale e cantata una parte importante di sé stessi.
Linguaggi del corpo
Si approfondiscono e confrontano i temi inerenti alle espressioni delle emozioni attraverso i movimenti facciali-muscolari, le posture e il motorio gestuale. Si vuole porre in evidenza come si possa migliorare la riproducibilità degli stessi movimenti e rendere migliore il loro riconoscimento attraverso varie esercitazioni. Questo lavoro permetterà di migliorare la conoscenza della comunicazione non verbale e affrontare le possibili differenze tra le persone interessate valorizzando così l’importanza di una comunicazione efficace.
La musica
Grazie ad essa si affrontano le proprie difficoltà seguendo un percorso terapeutico tra il conduttore e la persona attraverso il metodo della “musica terapia attiva”. Gli strumenti cardine di tale attività sono il movimento, gli strumenti musicali, la voce e il gioco. Tali strumenti utilizzati sono al servizio della costruzione di una relazione fra il conduttore e ciascuno delle persone interessate.
La pittura
Attraverso il disegno e i colori viene data la possibilità di esprimere ciò che si sente profondamente dentro di noi e di rendere leggibili i messaggi insieme all’equipe che gestisce le attività. I metodi utilizzati sono i deversi strumenti grafici, pittura e disegno utilizzati in funzione dell’apprendimento.


 
   
 
[1] P. Ekman, Te lo leggo in faccia, riconoscere le emozioni anche quando sono nascoste, Torino, Edizioni Amrita, 2008. p. 53.
 
 
 
[2] Cfr. E.E. Smith., S. Nolen-Hoeksema., B.L. Fredrickson., G.R. Loftus., D.J. Bem., S. Maren., tradotta da L. Buonarrivo, Atkinson & Hilgard’s Introduzione alla psicologia. “Avanguardie di ricerca. Benefici delle emozioni positive.” “Le emozioni positive ampliano il nostro repertorio di pensiero e azione”, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2011, p. 416.  
 
 
 
[3] Cfr. cit. p 417.
 
 
 
[4] I. Filliozat, Le emozioni dei bambini, Milano, edizioni Piemme, 2001, p. 11
 
 
 
[5] P. Ekman, I volti della menzogna. Gli indizi dell'inganno nei rapporti interpersonali, Milano, edizioni Giunti, 2011, p. V.
 
 
 
[6] P. Ekman, Te lo leggo in faccia, riconoscere le emozioni anche quando sono nascoste, Torino, Edizioni Amrita, 2008, p. 47.
 
 
 
[7] E.E. Smith., S. Nolen-Hoeksema., B.L. Fredrickson., G.R. Loftus., D.J. Bem., S. Maren., tradotta da L. Buonarrivo, Atkinson & Hilgard’s Introduzione alla psicologia. “Avanguardie di ricerca. Benefici delle emozioni positive.” “Le emozioni positive ampliano il nostro repertorio di pensiero e azione”, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2011, p. 416.  
 
 
 
[8] ivi, p. 417.                                              
 
 
 
[9] Si tiene conto di alcuni esperimenti a cura di Ekman e Levenson, specialmente quella effettuata con una cultura non occidentale, i minang-kabau, che vivono nella zona occidentale di Sumatra; quando i soggetti seguivano le istruzioni su quale muscoli muovere, la loro fisiologia cambiava e la maggior parte di loro riferì di avere provato l’emozione correlata. Era dunque un movimento facciale specifico a produrre un cambiamento emotivo (Leveson et al.,“Emotion and autonomic nervous system activity in the Minangkabau of West Sumatra”, op. cit.; “Emotion, physiology, and expression in old age”, op. cit.; Leveson, Ekman, Friesen, “Voluntary facial action generates emotion-specific autonomic nervous system activity”, po. Cit.; Ekman, Leveson, Friesen, “Automic nervous system activity distinguishes between emotions”, op. cit.). Un altro studio riguarda invece i sorrisi; Ekman e Levenson scoprirono che fare un sorriso produce nel cervello molti dei cambiamenti che avvengono quando si prova piacere e questo succedeva non con un sorriso qualsiasi ma con quello che avevano già identificato come la vera espressione del piacere, ovvero l’innalzamento degli angoli della bocca l’attivazione dei muscoli orbicolari degli occhi (Ekman, Levenson, Friesen, “Autonomic nervous system activity distinguishes between emotions”, op. cit); in P. Ekman, Te lo leggo in faccia, riconoscere le emozioni anche quando sono nascoste, Torino, Edizioni Amrita, 2008, p. 46-47.
 
 
© 2018 - Associazione di promozione sociale “aea” (Attività Emozione Arte)
c.f. 91058770867
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